Roma – Cinque dei dodici partecipanti al progetto PNRR PNRR M5C2 1.2 “Percorsi di autonomia per persone con disabilità” hanno svolto uno stage formativo di una settimana presso la Trattoria de “Gli Amici della Comunità di Sant’Egidio”, in piazza Sant’Egidio a Trastevere e visitato il Senato della Repubblica durante il question time.
Si tratta di un un ristorante che, da oltre trent’anni, rappresenta in Italia il riferimento per l’inserimento lavorativo nella ristorazione di persone con disabilità: lì gli “amici” lavorano insieme a professionisti e volontari in un ristorante che fa centinaia di coperti al giorno.
I ragazzi selezionati per questa straordinaria esperienza sono stati accompagnati dai nostri operatori: la Cooperativa Iride è infatti capofila dell’ATI che segue il progetto “Sapevamo che era una sfida importante – dichiarano -l’anno e mezzo di formazione, di laboratori, di qualifica HACCP è stato impegnativo, ma quando i nostri ragazzi si sono messi il grembiule in un ristorante vero, con i clienti che ordinano e i piatti che escono uno dopo l’altro, ci siamo accorti che a contare era anche tutto quello che la formazione non può insegnare: stare in piedi per ore, gestire la stanchezza, rispondere a un ordine arrivato nonostante il rumore della sala, trovare il proprio posto in un gruppo di lavoro nuovo.
I ragazzi hanno usufruito dei mezzi di trasporto pubblico, hanno lavorato con professionalità accanto a colleghi che fino a una settimana prima non conoscevano, hanno servito persone provenienti da tutto il mondo, hanno stretto amicizie vere. Sono cose che, in un percorso come il loro, non sono affatto scontate. Sono il frutto del lavoro e della costanza di questi mesi.
Un grazie vero va alla Comunità di Sant’Egidio e a tutti gli amici della Trattoria che per una settimana intera ci hanno fatto sentire davvero amici, partecipanti e operatori. Un grazie sentito al senatore Salvo Pogliese , che ha reso possibile l’accesso del nostro gruppo al Senato della Repubblica “Per loro, è stato un momento in cui, semplicemente, si sono sentiti importanti. Chi vive quotidianamente la disabilità sa quanto è raro e quanto valga”.
Tra un mese, non senza dispiacere, è prevista la chiusura del progetto ma per i nostri ragazzi è solo l’inizio di un percorso di vita socializzata.






